Grazie Mr.Holmes

Non sono affatto una critica cinematografica o un amante del cinema d’autore, ma mi trovo spesso a guardare film al cinema o a casa, film di spessore (pochi) o meno (tantissimi devo dire…).

L’altra sera mi sono imbattuta nella programmazione Sky e ho beccato questo Mr. Holmes. Memore della saga di Sherlock Holmes con Robert Downey J. e Jude Law, bella frizzante, divertente e piena di colpi di scena, ho deciso di spaparanzarmi sul mio bel divano con la copertina stile Snoopy ed iniziare a vedere questo film che mi aveva riempito di aspettative.

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Uno Sherlock ormai anziano che deve risolvere il suo ultimo caso prima di ritirarsi definitivamente alla vita di campagna, colpi di scena a destra e a manca, fiuto da detective ancora bello carico, azione. E invece poco o niente di tutto questo … una continua aura di mistero che aleggia intorno alla figura di questo anziano signore che sembra ormai destinato a dimenticarsi della sua vecchia vita, con notevoli perdite di memoria che lo accompagnano minuto per minuto, con il suo ultimo caso che riaffiora alla mente a sprazzi e con la consapevolezza di dover rinunciare a quello che fino ad allora lo aveva fatto sentire vivo.

Conosce il figlio della sua governante e si instaura un bel rapporto di complicità tra i due, un rapporto come quello puro e sincero tra nonno e nipote: due generazioni messe a confronto, piene di contraddizioni, con anni ed anni di differenza, che in qualche modo si fondono e convivono serenamente, spinte da una grande curiosità da una parte e da una voglia di trasmettere le proprie conoscenze dall’altra.

È triste vedere un talento come quello di Sherlock, spegnersi ed annientarsi. Anni ed anni di casi risolti e misteri svelati, non lo hanno salvato dal destino comune a tutti gli essere umani, dalla graduale presa di coscienza che bisogna lasciare spazio a chi viene dopo di noi, che può fare grandi cose proprio come (o anche più di) noi.

Sherlock era testardo, orgoglioso, burbero; teneva in maniera maniacale alle sue cose e ai suoi casi e per nulla al mondo si sarebbe affidato alla mente di un’altra persona per farsi aiutare; arrivava dappertutto e riusciva a penetrare nelle trame più fitte. Soltanto l’innocenza di un bambino avrebbe potuto scalfire questo suo carattere così spigoloso, ma sicuramente non un bambino qualsiasi: aveva visto in quel ragazzino qualcosa di speciale, una curiosità tale che gli avrebbe permesso di dedicare la sua vita alla scoperta e alla ricerca, non per forza nel campo del crimine.

È un film che fondamentalmente parla di un passaggio di consegne, di presa di coscienza dei proprio limiti, di grande forza d’animo e di spirito.

Mi ha insegnato molto:

  • ho capito che la vita è una sola e va vissuta a pieno, facendo ciò che si ama e circondandosi di persone che ci fanno stare bene;
  • ho capito che le persone più anziane di noi vanno rispettate per la storia che hanno vissuto e per quello che possono insegnarci;
  • ho capito che i nostri nonni sono proprio qui per questo, per aiutarci e per farci guardare al futuro con maggiore consapevolezza
  • ho capito che dimenticare fa paura e che ogni attimo della nostra fragile vita vale la pena essere ricordato.

Guardatelo, o se l’avete già visto, fatemi sapere cosa ne pensate.

Buona visione!

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