Fantasia & Dialetto

Settimana scorsa, poco prima di cena, sono uscita per fare due passi per le vie del mio paese. Sgranchirsi le gambe dopo otto ore davanti al pc fa sempre bene; respirare aria vera (non quella finta dei termoconvettori) aiuta a dormire meglio e guardandosi intorno si possono vedere cose alle quali a volte non si dà il dovuto peso.

Mi ritrovo spesso a guardare le finestre illuminate degli appartamenti, non per spiare quello che succede al loro interno, piuttosto per fantasticare su chi vive dietro quelle tende, su che storia hanno da raccontare, su che vita hanno vissuto e a cosa stanno andando incontro.

La curiosità è donna … verissimo … ma anche la fantasia!

Come quando vedo quelle finestre illuminate da una luce bianca, leggermente aperte e penso … sicuramente la vergara di casa, con la sua bella pannella, sta preparando la cena per tutta la famiglia: du fittine mpanate, ‘mmoccò de patate su la padella e du foje de ‘nsalata. Sento il rumore della forchetta contro il piatto mentre sbatte l’òe, l’ojo che sfrìe, pronto per friggere le fettine di carne e li llùcchi de li nipoti che je joca lì intorno.

O come quando vedo quelle finestre con la persiana spalancata, la luce spenta, le tende chiuse e un bagliore chiaro/blu che si alterna a istanti di buio. È l’ora de lu telegiornale e l’uomo di casa, dopo na jornata de fatiga, se vutta sopra lu divanu e ‘ppìccia la tilivisiò mentre ‘spetta la moje che je prepara a magnà. I suoi pensieri vanno alla giornata lavorativa ormai alle spalle, alla figlia che stanno aspettando, alla sua vita che da ògghi a domà, cambierà notevolmente e all’amore che gli riempirà il cuore e le notti.

Per non parlare di quando vedo le finestre spalancate (lu mese de Febbrà), con la luce accesa e una donna delle pulizie che sta passènne lu struscìttu joppe lu corridoiu de la casa di un importante avvocato. Lui non è mai a casa, sempre impegnatissimo tra una causa e l’altra, ma dato che il weekend è ormai vicino e conta di invitare qualche amico per un aperitivo, ha pensato bene de fà rdà na ressettata a casa.

Rientro a casa, mi chiudo la porta alle spalle e accendo la luce.

Cosa penseranno i passanti quando vedranno le mie finestre chiuse, le serrande abbassate e un piccolo spiraglio di luce tra li bucherelli de la serrandina?

 

 

 

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